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NAMIBIA…un viaggio nel cuore selvaggio dell’Africa

Aggiornamento: 28 gen 2025

Prima di andare in Namibia non ero mai stata nel continente africano, ma era da sempre un mio desiderio; chiunque sia stato in Africa vi parlerà al ritorno del cosiddetto “mal d’Africa”, ma facevo fatica a capire cosa significasse davvero. Dopo aver visitato diversi paesi nel mondo di una bellezza straordinaria, si torna sempre a casa con un po' di malinconia, ma devo ammettere che mai mi sono sentita così al rientro come dopo essere stata in Namibia. E allora ho capito davvero come mai l’Africa, qualsiasi paese tu decida di visitare di questo meraviglioso continente, ti resterà nel cuore per sempre…è un sentimento di forte connessione con la natura e con noi stessi, con tutto ciò che siamo realmente, e a cui necessariamente dobbiamo ritornare! 


Piccola premessa di viaggio…prima di partire come sempre abbiamo studiato la storia di questo Paese, e come purtroppo è accaduto per quasi tutti i paesi africani, anche la Namibia è stato un territorio a lungo conteso, terreno di atroci massacri, in cui i coloni europei, e non solo, hanno cercato di sfruttare le risorse minerarie del paese, a discapito della popolazione locale, che attualmente vive in estrema povertà alla periferia delle città. Molte delle tribù locali ancora presenti sono state decimate nell’ultimo secolo, e ovunque si vedono i resti di questo atroce sfruttamento da parte dei coloni, dapprima tedeschi, e poi inglesi e sudafricani. Tuttavia ad oggi la Namibia è uno dei paesi più sicuri di tutta l’Africa, si può visitare in autonomia senza una guida o un autista, e in nessun momento del viaggio ci siamo sentiti in pericolo, valgono solo le classiche accortezze che bisogna avere ovunque per viaggiare sicuri.  


TOUR FAI DA TE DI 10 GG

Si dice che la Namibia è “l’Africa dei principianti”, e allora quale miglior paese da visitare come primo viaggio in questo meraviglioso continente! Da tempo avevamo sentito parlare dei luoghi magici presenti in questa regione, tra deserto e oceano, safari e canyon, e finalmente siamo riusciti a vederli dal vivo! Prima di parlarvi del nostro viaggio in Namibia, premetto che siamo due amanti dei viaggi in macchina, e i chilometri non ci spaventano, per cui abbiamo deciso di fare una piccola pazzia vedendo in soli 10 gg quello che di solito si inserisce nei tour di almeno 2-3 settimane…abbiamo così percorso 3500 Km in circa 10 giorni, è stato sicuramente un viaggio poco rilassante, ma vi assicuro che ne è valsa la pena!

 

Il nostro tour inizia dalla capitale Windhoek, una cittadina moderna, con alcuni locali alla moda, ed è sicuramente un buon punto di partenza per esplorare questa magnifica regione, che si voglia iniziare il viaggio da nord, dal parco nazionale dell’Etosha, o esplorare il sud con il deserto del kahalari, o “tagliare” subito verso l’oceano. 

Unica raccomandazione: per quanto la Namibia è conosciuta come il paese più sicuro di tutta l’Africa, non è consigliato, soprattutto per i turisti, girare a piedi in città dopo il tramonto, quindi mi raccomando sempre massima attenzione!


Verso sud attraverso il deserto del kahalari

Nonostante non sia inserito tra i più comuni itinerari di viaggio della Namibia, noi abbiamo deciso di non perderci la visita al Fish River Canyon (secondo canyon più grande al mondo dopo il Gran Canyon degli Stati Uniti), e iniziamo quindi il nostro viaggio proprio verso sud, con un primo giorno esclusivamente di viaggio (circa 6 h di auto, di cui quasi tutta asfaltata), attraversando in parte il vastissimo deserto del Kahalari. I paesaggi iniziano fin da subito ad essere maestosi, gli spazi infiniti, vi circonda solo la natura e il deserto e inizierete subito ad apprezzare la serenità e la pace di questi luoghi. <<Per chi avesse molti più giorni a disposizione, consiglio assolutamente di fermarsi qualche notte nel deserto, accompagnati da una guida, che vi condurrà alla scoperta della vita in uno dei villaggi della tribù più popolosa della Namibia e di tutta l’Africa, il popolo San>> 


Giunti in un lodge fantastico nei pressi del Fish River Canyon (Gondwana Canyon Village), ci siamo goduti il primo dei tanti spettacolari tramonti africani, in compagnia di graziose antilopi, e dopo un’ottima cena, ecco il primo spettacolo notturno di stelle (ed è stata anche la mia prima esperienza di fotografia notturna)...il cielo non è mai stato così luminoso!




Il mattino seguente lo dedichiamo quindi alla visita del canyon, purtroppo il cielo non era dei migliori, ma vi assicuro che la vista del Fish River Canyon è spettacolare (per chi volesse c’è anche la possibilità di scendere all’interno con un trekking guidato di 5 giorni).  Dopo aver scattato foto del canyon da ogni angolazione possibile (attenzione le strade sono tutte sterrate intorno al canyon!), ci siamo diretti verso ovest e verso l’oceano, attraversando una delle strade più belle che abbiamo percorso in Namibia; arrivati all’ingresso del Naukluft National Park (lato sud) si è aperta davanti ad i nostri occhi una tavolozza di colori mozzafiato, una distesa di verde e giallo che si perdono in lontananza con il marrone delle montagne e il rosso delle dune del deserto, qualcosa di indescrivibile a parole!



In serata arriviamo a Luderitz, piccola cittadina sul mare in vecchio stile tedesco, letteralmente circondata dal deserto con strade sabbiose che affacciano direttamente sull’oceano…mangiando ostriche e pesce fresco ci rifocilliamo per il giorno seguente. 


Nei pressi di Luderitz si trova uno dei siti più particolari e curiosi da visitare in tutto il mondo, la città fantasma di Kolmanskopp. La Namibia è stata per secoli una vera miniera naturale di diamanti, e da sempre il suo territorio è stato sfruttato per l’estrazione mineraria e l’arricchimento delle grandi potenze straniere. I tedeschi, a lungo coloni in questo paese, avevano in passato costruito un vero e proprio insediamento nel deserto nei pressi di un ricco giacimento di diamanti; vi erano le case dei minatori e delle loro famiglie, una scuola, dei dormitori e perfino la ferrovia. Con il passare del tempo i diamanti iniziarono a scarseggiare, pertanto l’insediamento è stato abbandonato, e la natura si sta lentamente riprendendo ciò che le apparteneva…arrivando a Kolmanskopp si ha l’idea di entrare davvero in una città fantasma. Abbiamo visitato ogni casa, siamo entrati all’interno degli edifici abbandonati, dove la sabbia che pian piano sta invadendo tutto e il gioco di luci e ombre rendono l'atmosfera così unica e particolare! In questo luogo così affascinante sembra davvero che il tempo si sia fermato e noi, solo per qualche ora, ci fermiamo con esso ad ammirare la semplice bellezza dell’abbandono…



 Il deserto del Namib…un tappeto rosso che si inchina all’oceano

Lasciamo a malincuore la "ghost town" per dirigerci verso il deserto del Namib…400 km circa di strada sterrata, ripagata però dagli incredibili panorami che si aprono davanti ai nostri occhi, il rosso della sabbia è incredibile, e di tanto in tanto attraversiamo spazi verdi e montagne, la natura è al massimo della sua bellezza. Arriviamo per la notte in uno dei lodge più belli in cui abbia mai soggiornato (We Kebi Safari Lodge)...grandi singole capanne in fila in mezzo al deserto, con una pozza d’acqua e uno spiazzo verde immenso per gli animali, che si radunano numerosi vicino a noi. Tutto è magico, il silenzio, la natura, il cielo stellato, l’eleganza della stanza, il cibo…ringrazio lo staff del We Kebi Safari Lodge per avermi regalato una delle serate più belle mai trascorse durante i miei viaggi! 




Non avrei mai voluto lasciare quel posto, ma ahimè la vita del viaggiatore è sempre in movimento, e allora dopo un’ottima colazione all’aperto ammirando gli animali che brulicano davanti a noi (zebre, rinoceronti, antilopi, eland) in un paesaggio spettacolare, ci rimettiamo in viaggio verso il deserto del Namib, in particolare verso la famosa Soussvlei. 


Se avete la possibilità di visitarlo all’alba o al tramonto ve lo consiglio vivamente, noi siamo stati lì ad ora di pranzo, e per quanto apprezzabile la solitudine, vi assicuro che il caldo e l’assenza di ombra non sono stati facili da affrontare! La strada d’ingresso al parco, che vi conduce nel cuore del deserto, è per gran parte asfaltata; si arriva ad un parcheggio dove potete lasciare l’auto e farvi accompagnare fino a Soussvlei o, se siete abbastanza coraggiosi, potrete arrivarci direttamente con la vostra jeep 4x4 (mi raccomando gomme sgonfie!!!). Il deserto del Namib è spettacolare…i colori sono unici, camminiamo per un breve tratto nella sabbia del deserto, scavalchiamo una duna, circondati da nient’altro che sabbia rossastra, e improvvisamente davanti a noi si apre Deadvlei…il cosiddetto lago morto, luogo unico al mondo. Deadvlei era originariamente un vero lago, alimentato da un fiume durante la stagione delle piogge, che improvvisamente per un repentino innalzamento delle temperature è stato circondato e chiuso dalle dune di sabbia, pertanto si è lentamente prosciugato, e a causa del clima estremamente asciutto gli alberi lì presenti sono morti ma senza decomporsi, "pietrificati" nel loro scheletro di legno. Il silenzio che circonda quel luogo è magico, i colori sono così intensi da sembrare irreali, e l’immensità ti circonda in un abbraccio unico. 




Trascorriamo tutto il pomeriggio nel deserto del Namib, saliamo non senza fatica sulle dune di sabbia (per chi volesse cimentarsi la più alta è Big daddy), e la sera stremati ci rilassiamo nel Desert Lodge, ammirando la via lattea sopra di noi, insieme ai coyote del deserto che ci fanno compagnia. 


Il mattino di buon’ora ci mettiamo in viaggio per circumnavigare il deserto del Namib dal lato nord e giungere fino all’oceano; attraversiamo prima Solitarie, una piccola stazione di servizio piena di macchine abbandonate (che a quanto pare piacciono molto ai Namibiani!), dove potete mangiare la torta di mele più buona di tutto il paese (così dicono!), poi foto di rito al cartello del Tropico del Capricorno, e infine arriviamo a Walvis Bay, in perfetto orario per la nostra gita pomeridiana con tramonto a Sandwich Harbour. 



Walvis Bay è la seconda città per grandezza del Paese, e rappresenta con il suo grande porto una fonte di lavoro importante per i namibiani; città  decisamente industriale, per noi è stata una comoda base di appoggio per visitare Sandwich Harbour, ma se avete più tempo a disposizione la vicina Swakopmund è sicuramente più turistica, e potete anche fare una visita a Cape Cross, dove vi è la comunità più grande di foche dell’emisfero australe.

Sandwich Harbour è forse la cartolina più conosciuta della Namibia, luogo unico al mondo, dove le dune del deserto si tuffano letteralmente nell’oceano…il resto è magia. Raggiungibile solo mediante tour guidato, siamo partiti dalla laguna di fronte a Walvis Bay brulicante di fenicotteri, abbiamo fatto una breve sosta al lago salato (immense piattaforme di acqua rossa da cui estraggono il sale), e via verso il deserto, guidando direttamente in riva all’oceano (se la marea lo permette). Noi siamo stati fortunati, siamo riusciti a percorrere un tratto molto lungo di costa prima che l’alta marea ci chiudesse completamente la strada, e siamo così risaliti lungo le dune per addentrarci nel deserto. Il giro turistico in jeep tra le dune è come un giro sulle montagne russe, un’esperienza super adrenalinica, terminata con birra, aperitivo e tramonto nel bel mezzo del deserto affacciati direttamente sull’immensità dell’oceano! Non potevamo chiedere di più alla natura…




Verso Nord…il Damaraland 

Il giorno seguente ci lasciamo alle spalle il deserto del Namib per dirigerci verso nord, attraversando il Damaraland…un territorio sconfinato, dove il paesaggio muta completamente, scompare la sabbia del deserto lasciando il posto a montagne rocciose e terreni aridi, e intravediamo lungo la strada le prime tribù di Himba (la popolazione autoctona che vive principalmente nel nord del paese). 

Non facciamo molta strada che si apre davanti a noi il maestoso Spitzkoppe, il cosiddetto “cervino d’Africa”…una vetta di granito rossa che si staglia sul paesaggio circostante! Giriamo in macchina nel parco dello Spitzkoppe per qualche ora (volendo si possono fare anche brevi trekking a piedi), raggiungiamo il famoso arco di roccia (parte del set del film 2001 Odissea nello spazio), e ci perdiamo nella vastità della natura. 

Nel pomeriggio proseguiamo verso nord (purtroppo abbiamo dovuto sacrificare per mancanza di tempo la visita alle incisioni rupestri di Twifelfontain lì nelle vicinanze), attraversiamo paesaggi con maestose rocce che si stagliano in un canyon antichissimo. e ci fermiamo nella notte in un lodge fantastico proprio sotto Vingerklip. Lodge a gestione familiare, Ugab Game Farm merita assolutamente una visita, i proprietari sono meravigliosi, cibo squisito cucinato in casa, una moltitudine di animali (tra cui tre rinoceronti, due giraffe, tantissimi kudu, zebre e springbook), e una serata trascorsa vicino al fuoco in giardino con un bicchiere di vino sotto le stelle ad ascoltare la voce della natura…quando penso alla felicità penso a quei giorni, e a quegli attimi indimenticabili!




Etosha National Park

Gli ultimi giorni di questa fantastica avventura li abbiamo dedicati al Safari nel fantastico e immenso Etosha National Park…come avete intuito da quanto raccontato prima, avevamo già incontrato tantissime specie animali, lungo le strade o nei vari lodge, ma vederli in questo immenso parco, mentre si gira in macchina è tutt’altra storia. L’Etosha National Park offre la possibilità, quasi unica, di fare un safari in self-drive, quindi assolutamente in autonomia, guidando con la propria auto (solo in alcuni altri pochissimi parchi, come ad esempio in Sud Africa, è possibile fare questo). Il parco è immenso, vi sono varie porte d’ingresso dove registrarsi, e diversi alloggi all’interno del parco (tutti rigorosamente gestiti a livello statale, quindi non aspettatevi standard alti!), che offrono il vantaggio di dormire all’interno del parco per godersi a pieno i safari, anche all’alba e dopo il tramonto, o semplicemente di osservare gli animali durante la notte davanti ad una delle tante pozze d’acqua illuminate, comodamente seduti. 

Premetto che noi siamo andati lì ad Ottobre, quindi verso la fine della stagione secca, il caldo iniziava a farsi sentire, ma soprattutto la siccità era evidente,  nel parco tutto era arido e gli animali si aggiravano spesso nei pressi delle poche pozze d’acqua presenti. In soli due giorni siamo riusciti a vedere centinaia di zebre, springbok, orici, eland, e poi elefanti, giraffe, iene e leoni, abbiamo partecipato ad un safari notturno, decisamente emozionante, e vissuto in prima persona la vita selvaggia nella savana...ahimè ci siamo persi i grandi felini come il leopardo e il ghepardo, un motivo in più per ritornare prestissimo in Africa!




Prima di lasciare questo meraviglioso paese, sulla strada del ritorno verso Windhoek, abbiamo deciso di fare una piccola deviazione per avere la possibilità di vedere e toccare con mano il più grande meteorite esistente sulla terra! E’ stato emozionante toccare questo enorme masso di roccia, pensando che per il 5% è costituito da materiale extraterrestre assolutamente sconosciuto!  



Il nostro viaggio è giunto al termine…come sempre ho lasciato un piccolo pezzettino di cuore anche in Namibia, ma questa volta sono tornata a casa con una grandissima malinconia, ho avvertito in ogni momento del viaggio una forte connessione con la natura, sentendomi finalmente parte di un mondo a cui spesso dimentichiamo di appartenere, e a cui sento già la necessità di ritornare!



Info di viaggio: 

  • grande spirito di adattamento

  • occhiali da sole, crema solare, cappello

  • macchina fotografica e binocolo

  • carta di credito / contanti

  • costo elevato ma non troppo se organizzato fai da te

  • passaporto, patente di guida internazionale, nessuna vaccinazione obbligatoria

  • lasciare a casa tutto il resto!


Di seguito il link dove potete trovare i nostri video:


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